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Parlare di successo personale in questi ultimi tempi non è più una novità: sarà il clima di crisi, saranno la quantità di persone che si improvvisano coach, ma sempre più spesso ci si presentano persone che millantano ricette magiche per portarvi al successo. E molto spesso con il successo sottintendono quello economico.

Su questo blog abbiamo più volte affrontato l’argomento del successo, definendolo come realizzazione dei propri sogni… non i sogni della mattina, ma i sogni maturati, pensati, definiti e basati sui propri valori. I sogni che ci fanno sentire in armonia con la vita che stiamo vivendo. Alcune delle tecniche le abbiamo viste e discusse approfonditamente.
Abbiamo anche affrontato spesso l’argomento della gestione del tempo, uno degli strumenti fondamentali per percorrere la nostra strada.
Percorrendo questa strada, però, bisogna stare molto attenti al pericolo più grande: la “meccanicizzazione” degli obiettivi, che, al maturare della vita, possono in realtà portarci distanti dai valori.
Cerco di spiegarmi meglio.
Durante la nostra vita, al passare degli anni, gli eventi ci portano a vivere esperienze forti, a volte molto forti. Queste esperienze ci toccano a fondo e fanno emergere o maturare valori che per molto tempo sono stati sopiti. Questi valori acquistano pesi nuovi e, a volte, scalzano o diminuiscono l’importanza di altri che fino a quel momento ci sono apparsi primari. Questo processo è assolutamente normale.
Tanto per fare un esempio, basta pensare ai sogni dei giovani, spesso legati all’avere ed al successo sul lavoro o più in generale economico. Con il passare degli anni, come magari è successo a noi, l’avere e la sicurezza offerta dal successo economico si ridimensionano per lasciare spazio all’importanza del tempo e delle relazioni ad esso connesse. La sicurezza in se stessi porta ad una maggiore capacità di affrontare le incertezze dando più valore al percorso e a chi si incontra.
Questo ci aiuta a capire come i sogni ed i valori cambiano durante le varie fasi della vita. Ciò che è veramente importante è non lasciare che ciò accada incosapevolmente: non possiamo scoprire quando abbiamo raggiunto il traguardo che non è più quello che volevamo.
Ogni tanto (e non troppo raramente) è assolutamente essenziale che ci fermiamo a pensare, rivediamo i nostri sogni, riesaminiamo i nostri valori. Facilmente scopriremo che, anche se di poco, la situazione potrebbe essere cambiata e che è necessario ridisegnare la nostra rotta per raggiungere il porto in cui vogliamo arrivare.
Purtroppo il lato negativo della conoscenza delle tecniche di supporto al raggiungimento del successo è proprio la “spersonalizzazione” della tecnica stessa, facendoci perdere il contatto con il vero noi.
Quando il dito indica la luna, lo sciocco guarda il dito.
E non si accorge se la luna si è mossa.
Un po' di tempo fa ho fatto un post per cercare di chiarire cos'è secondo me il successo. Vorrei ritornarci, questa volta per raccontare un'esperienza vissuta.
Come ho avuto modo di imparare personalmente e come è già noto a molti, la realizzazione personale è un tavolo che si regge su tre zampe: una è la realizzazione economica, una e la realizzazione professionale e un'altra è la realizzazione familiare/affettiva. Il tavolo non sta in piedi se una di queste zampe è troppo corta.
Alcuni giorni fa ho avuto occasione di cenare a Parigi con un cliente, un manager italiano della mi stessa età. Un uomo di chiarissimo successo economico e professionale, da fare invidia a molti. Una persona con cui ho un rapporto particolarmente amichevole e che stimo molto. Lavorando a Parigi, parte dall'Italia il lunedì mattina all'alba e torna il venerdì sera tardi.
In passato mi aveva confessato la sua unica passione: i suoi figli ed in particolare il seguire suo figlio nelle partite di calcio. Mi aveva parlato anche di un suo grande dispiacere: essere raramente riuscito ad accompagnare a scuola i suoi figli. Questa cosa mi aveva colpito molto e a seguito di questa e molte altre mie riflessioni, ho deciso che la mia famiglia non vale certo i soldi e le soddisfazioni che una vita così ti può offrire. Però, contemporaneamente, mi ero riproposto di affrontare questo argomento con lui e di riuscire a farlo riflettere, nella speranza di regalargli un po' di più della "sua" vita.
Durante questa cena ho di proposito riaffrontato l'argomento. Nei vari discorsi estremamente personali, mi ha confessato che il fatto che la partita di calcio di suo figlio, per motivi di campionato, fosse stata spostata dal sabato mattina al venerdì pomeriggio gli impediva di seguirla, creandogli un grave dispiacere.
Per me è stato il famoso "LA". Ho affondato il colpo con questa semplice riflessione. "Tuo figlio ha otto anni e non li avrà mai più. Per te è l'unico momento per stare con lui. A te cambia poco tornare il venerdì a mezzogiorno: saresti comunque remunerato molto, seppur un po' meno, e l'azienda per cui lavori andrebbe avanti ugualmente. Ma tu e tuo figlio avrete un tempo unico e irripetibile che non tornerà mai più. I soldi vanno e vengono e possono esserci in ogni momento della vita, tuo figlio ha otto anni solo adesso.". Mi ha sorpreso: mi ha dato ragione subito ed ha deciso di rientrare sempre di venerdì a mezzogiorno. Per ora lo sta facendo da un paio di week end, ma si sta accorgendo che il mondo va avanti lo stesso e lui sta avendo una soddisfazione enorme con la sua famiglia.
Con un piccolo cambio di vita, che fino al giorno prima sembrava impossibile, ha compiuto un passo avanti enorme verso il suo successo personale, laddove non si era ancora realizzato e gli sembrava impossibile.
Per lui è stato un bel passo avanti, per me un'enorme soddisfazione. Non ci ho guadagnato nulla, a me non ne veniva nulla, ma mi sono sentito di avergli regalato un pezzo del mio cuore. Ed è una gioia che non dimenticherò facilmente.
Anch'io, in quel momento, mi sono sentito un uomo di successo.
Originally posted 2010-03-09 21:28:02. Republished by Blog Post Promoter
Un gruppo di rane stava attraversando un bosco,
quando due di loro caddero in una buca.
Tutte le altre rane si radunarono attorno alla buca.
Quando videro quanto profonda fosse,
dissero alle due rane che erano spacciate.
Le due rane ignorarono i commenti
e cercarono di saltare fuori dalla buca con tutte le loro forze.
Le altre rane continuavano a dir loro di smettere,
che erano già spacciate.
Alla fine, una delle due rane
fece quello che il gruppo le stava dicendo di fare,
e si arrese.
Cadde e morì.
L’altra rana continuò a saltare più in alto che poteva.
Ancora una volta,
il gruppo di rane le gridò di smettere di soffrire,
e di lasciarsi morire e basta.
A quel punto saltò ancora più forte e ci riuscì.
Quando fu fuori dalla buca, le altre rane le dissero:
“Non ci hai sentito?”
La rana spiegò loro che era sorda.
Ella pensava che per tutto quel tempo loro la stessero incoraggiando.
Autore Sconosciuto.
Tratto da La Bussola Della Vita
Originally posted 2009-12-26 14:10:15. Republished by Blog Post Promoter
Il fallimento viene spesso considerato da tutti negativamente. La società in cui viviamo ci ha abituati ad immagini di persone vincenti, non c’è posto per i perdenti.
E’ pur vero che ultimamente, forse a causa delle difficoltà che si vivono in questo periodo storico, si sta cercando di rivalutare le esperienze negative, ma trovo che molto spesso si banalizzi questa esperienza.
Il fallimento, piccolo o grande che sia, è sempre un’esperienza di sofferenza. Sofferenza ovviamente commisurata all’evento che si è vissuto, ma sofferenza che porta sempre con se un senso di insuccesso, di frustrazione, di incapacità. Nelle esperienza importanti, poi, si arriva a vivere il dubbio sulle proprie capacità di riscatto, sulle proprie possibilità di superare questa situazione, sulla visione del futuro.
Proprio questo è il valore del fallimento: riuscire a provare queste sensazioni, superarle riacquistando fiducia in se stessi e nelle proprie capacità (intese come abilità, ma anche capacità caratteriali). Spesso si da al fallimento il valore dell’esperienza appresa (lesson learned), ma se fosse solo questo, sarebbe una mera lezione, non sarebbe certo un mettersi in gioco e superare se stessi.
Il vero valore del fallimento sta proprio nel superamento del proprio limite, della sfiducia in se stessi, del dubbio nelle proprie capacità. La molla che ci porta a superare questa situazione psicologica è la vera esperienza del successo, l’esperienza che ci rafforza e ci rende in grado di superare difficoltà sempre più grandi.
Il superamento del fallimento interiore allora diventa la più grande esperienza di successo, che ci insegna chi siamo e e ci allena a superare i nostri limiti.
Il fallimento diventa la strada per il successo.
In questo ultimo periodo ho parlato più volte di Vision e di strumenti utili alla sua definizione ed al suo supporto. E’ un po’ come aver parlato di strategia, cioè del definire quali sono i nostri obiettivi a lungo termine e le modalità per raggiungerli.
Abbiamo anche parlato di tattica, non esplicitamente, ma attraverso una serie di post sulla definizione degli Obiettivi SMART. La tattica definisce la azioni da fare per conseguire gli obiettivi della strategia o gli obiettivi intermedi.
In questo post voglio sottolineare, a completamento, l’importanza dell’azione. L’azione, parola derivata dal verbo agire, vuol dire appunto FARE, cioè attuare praticamente la strategia e la tattica. Queste due infatti sono strumenti potenti e motivanti, ma fintatochè non si traducono in azioni, restano pura teoria e alla lunga perdono la loro forza motivante.
Passare all’azione è un atto importante, ma è un salto (piccolo o grande) che ci dobbiamo costringere a fare. Se vogliamo raggiungere i nostri sogni, se questi sogni sono veramente ciò che più desideriamo per la nostra vita, cosa stiamo facendo veramente per raggiungerli? O meglio quale azione stiamo compiendo? E se non ne stiamo compiendo nessuna, perchè?
Molto probabilmente non abbiamo motivazione o disinvoltura sufficiente per compiere l’azione: non aspettiamo, il tempo che lasciamo trascorrere non ci aiuterà.
La prima azione normalmente è di poco significato, ma ha un significato importante dal punto di vista motivazionale: ci da il segno concreto che stiamo facendo qualcosa per realizzare i nostri sogni, che siamo in cammino. Se questa azione si traduce in un successo, allora ha anche un potere motivante enorme.
Allora non aspettare: c’è un’azione che desideri veramente fare e che pensi possa essere significativa per te e per la realizzazione dei tuoi sogni?
NON ASPETTARE, FISSA IL COME E QUANDO E AGISCI!
Sarà il tuo primo segno di Successo Personale.
Raccontateci qual’è stata la prima vostra azione o quale azione non siete ancora riusciti ad intraprendere… sarà un’ottima occasione per confrontarci!
Originally posted 2010-10-28 05:41:41. Republished by Blog Post Promoter

