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Un gruppo di rane stava attraversando un bosco,
quando due di loro caddero in una buca.
Tutte le altre rane si radunarono attorno alla buca.
Quando videro quanto profonda fosse,
dissero alle due rane che erano spacciate.
Le due rane ignorarono i commenti
e cercarono di saltare fuori dalla buca con tutte le loro forze.
Le altre rane continuavano a dir loro di smettere,
che erano già spacciate.
Alla fine, una delle due rane
fece quello che il gruppo le stava dicendo di fare,
e si arrese.
Cadde e morì.
L’altra rana continuò a saltare più in alto che poteva.
Ancora una volta,
il gruppo di rane le gridò di smettere di soffrire,
e di lasciarsi morire e basta.
A quel punto saltò ancora più forte e ci riuscì.
Quando fu fuori dalla buca, le altre rane le dissero:
“Non ci hai sentito?”
La rana spiegò loro che era sorda.
Ella pensava che per tutto quel tempo loro la stessero incoraggiando.
Autore Sconosciuto.
Tratto da La Bussola Della Vita
Originally posted 2009-12-26 14:10:15. Republished by Blog Post Promoter
Il fallimento viene spesso considerato da tutti negativamente. La società in cui viviamo ci ha abituati ad immagini di persone vincenti, non c’è posto per i perdenti.
E’ pur vero che ultimamente, forse a causa delle difficoltà che si vivono in questo periodo storico, si sta cercando di rivalutare le esperienze negative, ma trovo che molto spesso si banalizzi questa esperienza.
Il fallimento, piccolo o grande che sia, è sempre un’esperienza di sofferenza. Sofferenza ovviamente commisurata all’evento che si è vissuto, ma sofferenza che porta sempre con se un senso di insuccesso, di frustrazione, di incapacità. Nelle esperienza importanti, poi, si arriva a vivere il dubbio sulle proprie capacità di riscatto, sulle proprie possibilità di superare questa situazione, sulla visione del futuro.
Proprio questo è il valore del fallimento: riuscire a provare queste sensazioni, superarle riacquistando fiducia in se stessi e nelle proprie capacità (intese come abilità, ma anche capacità caratteriali). Spesso si da al fallimento il valore dell’esperienza appresa (lesson learned), ma se fosse solo questo, sarebbe una mera lezione, non sarebbe certo un mettersi in gioco e superare se stessi.
Il vero valore del fallimento sta proprio nel superamento del proprio limite, della sfiducia in se stessi, del dubbio nelle proprie capacità. La molla che ci porta a superare questa situazione psicologica è la vera esperienza del successo, l’esperienza che ci rafforza e ci rende in grado di superare difficoltà sempre più grandi.
Il superamento del fallimento interiore allora diventa la più grande esperienza di successo, che ci insegna chi siamo e e ci allena a superare i nostri limiti.
Il fallimento diventa la strada per il successo.
In questo ultimo periodo ho parlato più volte di Vision e di strumenti utili alla sua definizione ed al suo supporto. E’ un po’ come aver parlato di strategia, cioè del definire quali sono i nostri obiettivi a lungo termine e le modalità per raggiungerli.
Abbiamo anche parlato di tattica, non esplicitamente, ma attraverso una serie di post sulla definizione degli Obiettivi SMART. La tattica definisce la azioni da fare per conseguire gli obiettivi della strategia o gli obiettivi intermedi.
In questo post voglio sottolineare, a completamento, l’importanza dell’azione. L’azione, parola derivata dal verbo agire, vuol dire appunto FARE, cioè attuare praticamente la strategia e la tattica. Queste due infatti sono strumenti potenti e motivanti, ma fintatochè non si traducono in azioni, restano pura teoria e alla lunga perdono la loro forza motivante.
Passare all’azione è un atto importante, ma è un salto (piccolo o grande) che ci dobbiamo costringere a fare. Se vogliamo raggiungere i nostri sogni, se questi sogni sono veramente ciò che più desideriamo per la nostra vita, cosa stiamo facendo veramente per raggiungerli? O meglio quale azione stiamo compiendo? E se non ne stiamo compiendo nessuna, perchè?
Molto probabilmente non abbiamo motivazione o disinvoltura sufficiente per compiere l’azione: non aspettiamo, il tempo che lasciamo trascorrere non ci aiuterà.
La prima azione normalmente è di poco significato, ma ha un significato importante dal punto di vista motivazionale: ci da il segno concreto che stiamo facendo qualcosa per realizzare i nostri sogni, che siamo in cammino. Se questa azione si traduce in un successo, allora ha anche un potere motivante enorme.
Allora non aspettare: c’è un’azione che desideri veramente fare e che pensi possa essere significativa per te e per la realizzazione dei tuoi sogni?
NON ASPETTARE, FISSA IL COME E QUANDO E AGISCI!
Sarà il tuo primo segno di Successo Personale.
Raccontateci qual’è stata la prima vostra azione o quale azione non siete ancora riusciti ad intraprendere… sarà un’ottima occasione per confrontarci!
Originally posted 2010-10-28 05:41:41. Republished by Blog Post Promoter
Durante un seminario in cui parlavo del concetto di proattività, un uomo si alzò e obiettò: “Stephen, quello che dici mi piace. Ogni situazione, però, è così, diversa. Prendiamo il mio matrimonio; per esempio. Io sono davvero preoccupato. Fra me e mia moglie non ci sono più i sentimenti di una volta. E credo di non amarla più e che lei non mi ami più. Cosa posso fare?”.
“Non c’e più il sentimento?” chiesi.
“Precisamente,” confermò. “E abbiamo tre bambini per cui siamo molto
preoccupati. Tu cosa suggeriresti?”.
“Amala”, risposi.
“Non capisco. Il sentimento d’amore non c’è più, punto e basta”.
“Allora amala. Se il sentimento non c’è, è un buon motivo per amarla”.
“Ma come fai ad amare quando non ami?”.
“Amico mio, amare è un verbo. L’ amore, inteso come sentimento, è un frutto dell’amare, del verbo. Dunque, amala. Servila. Sacrificati per lei. Ascoltala. Immedesimati in lei. Apprezzala. Sei disposto a fare questo?”.
Nella letteratura di tutte le società evolute, “amare” è un verbo. Le persone reattive ne fanno un sentimento. Esse sono trascinate dai sentimenti. Il cinema hollywoodiano ci ha prescritto di credere che noi non siamo responsabili, che siamo un prodotto dei nostri sentimenti. Il copione hollywoodiano, però, non descrive la realtà. Se i nostri sentimenti controllano le nostre azioni, è perché
abbiamo abbandonato la nostra responsabilità e permesso che siano loro a governarci.
Le persone proattive considerano l’amore come un effetto dell’amare. L’amore è qualcosa che si fa: i sacrifici che si fanno in prima persona, il dono di sé, come quello di una madre che mette al mondo un bambino. Se volete studiare l’amore, studiate coloro che si sacrificano per gli altri, anche per individui che ri-
pagano con dei torti o che non contraccambiano l’amore ricevuto. Se siete un genitore, considerate l’amore che provate per i figli per cui avete fatto dei sacrifici.
L’amore è un valore che si realizza attraverso azioni amorevoli. Le persone proattive subordinano i sentimenti ai valori. L’amore, il sentimento, può essere recuperato.
Tratto da “Le 7 regole per avere successo”, Stephen R. Covey
Facendo seguito al post precedente, vediamo quali sono gli step da seguire per definire gli obiettivi SMART.
- Avere ben chiara la differenza tra obiettivi, scopi, desideri e sogni. Desideri e sogni riguardano le aspirazioni, gli obiettivi sono il vero e proprio piano di battaglia per raggiungere gli scopi.
- Avere chiaro cosa vuol dire SMART.
- Benché l'acronimo sia interessante, l'ordine migliore per l'utilizzo pratico è MARST.
- La misurabilità (M) è l'aspetto più importante: deve rendere evidente quando un obiettivo è stato raggiunto e non solo a chi se lo pone, ma anche a chi usa lo stesso metro per valutarti.
- La raggiungibilità (A) è correlata alla misurabilità: normalmente non ha senso iniziare un lavoro che non si sa se può essere completato e/o indicare quando sarà completato. In particolare la raggiungibilità è determinata da questi parametri:
- si sa che l'obiettivo è misurabile
- altri l'anno raggiunto prima di te con successo
- è teoricamente possibile
- hai le risorse necessarie o almeno una chance realistica per realizzarloù
- hai preso coscienza dei limitiù
- Se è raggiungibile, può non essere realistico (R). Se non è realistico non è raggiungibile; in particolare è relativo a risorse, tempo, soldi ed opportunità:
- chi lo farà?
- hai le abilità necessarie per realizzarlo?
- da dove viene il finanziamento necessario?
- chi genera l'opportunità?
- Il principale motivo per cui un obiettivo può essere realistico ma non raggiungibile è che non ha una priorità alta. Questo avviene se qualcos'altro deve essere raggiunto prima. In questo caso l'obiettivo va diviso in due obiettivi separati in ordine di priorità.
- Verifica che l'obiettivo sia specifivo (S) attraverso queste condizioni:
- chiunque sia coinvolto sa che è specificatamente incluso
- chiunque sia coinvolto comprende di che cosa si trattaù
- è espresso in maniera chiara, senza giri di parole
- hai definito tutti i termini
- Temporalmente misurabile (T) significa impostare delle deadline (date di scadenza tassative). Naturalmente le deadline devono essere realistiche, altrimenti l'obiettivo non è raggiungibile. T deve rispettare anche M, R e S.
- Il risultato prodotto dall'obiettivo ha un valore, in questo caso è chiaro che è stato fatto un lavoro corretto.
Spero che questa breve spiegazione possa essere di aiuto, come lo è per me.
Originally posted 2010-01-19 23:14:06. Republished by Blog Post Promoter
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