Archivi per la categoria ‘Rischi ed errori’
Uno degli avvenimenti inevitabili nella vita di ciascuno di noi è quello di commettere errori. Ovviamente non mi riferisco ad errori banali, facilmente rimediabili, ma ad errori che possono avere un impatto determinante nella nostra vita, nei nostri rapporti interpersonali, nel nostro lavoro.
Per quanto sia il nostro impegno, la nostra esperienza, errori importanti sono inevitabili. Rari se vogliamo (l’esperienza insegna) ma inevitabili.
Lo stato d’animo che, comunemente, li accompagna è caratterizzato da una o più di queste situazioni:
Certamente molti di voi avranno altre voci da aggiungere a questo elenco, che non vuole essere esaustivo.
Reazioni assolutamente normali, ma reazioni delle quali dobbiamo essere coscienti, per gestirle e sfruttarle al fine di trarre dall’errore l’esperienza e, possibilmente, trovarne una soluzione.
Voglio sottolineare che non ho una soluzione pronta, riporto solo la mia esperienza.
L’errore di porta di fronte a una realtà che spesso dimentichiamo: siamo essere umani e come tali commettiamo errori. A volte il successo o il ritmo della vita quotidiana ci fa sembrare macchine più o meno perfette. Non è così, quindi… take it easy!
Amo molto i proverbi, spesso considerati banali e per questo sottovalutati, ma che in realtà nascondono sempre un messaggio di saggezza. In questo caso calza perfettamente “A tutto c’è rimedio, fuorchè alla morte”.
Già, nessun errore o dramma nella vita può essere così grave da essere irrimediabile, solo la morte pone fine a tutto. Anche nelle sciagure più gravi, malattie incluse, c’è ancora qualcosa da fare, c’è ancora una speranza. Figuriamoci se così non è di fronte ad un errore: per quanto grave possa essere, c’è sempre un’altra possibilità.
Questo concetto fondamentale cambia completamente l’ottica con cui dovremmo riuscire a vedere un errore:
Questa procedura, apparentemente lunga e complessa, è in realtà un modus operandi che nel tempo è facile da metabolizzare e rendere automatico. Ho scoperto che offre la possibilità di affrontare le situazioni con maggiore lucidità ed efficacia e di fare tesoro dell’esperienza negativa.
Nella strada verso il nostro Successo Personale non possiamo non considerare che queste situazioni ci accadranno. Abbiamo un vantaggio: lo sappiamo già, quindi dobbiamo solo prepararci a gestirle.
Avete esperienze che possano arricchirci e aiutarci in questi momenti? Sarò felice di dare loro spazio in questo blog.
Abbiamo più volte affrontanto in questo blog argomenti relativi al coaching. Abbiamo sottolineato quanto un buon coach possa aiutare ciascuno nel percorso verso il raggiungimento dei propri obiettivi e di conseguenza delle tappe verso il proprio successo personale.
Le tecniche di coaching che normalmente si applicano sono ben definite e guidano bene i coach. Ci sono coach tecnicamente perfetti nel condurre le sessioni e questo dovrebbe garantire il risultato.
Le esperienze però non sono sempre positive.
Personalmente ritengo che quella del coach sia quasi una missione (mi ricorda la maieutica di Socrate): il coach ha davanti un essere umano e come tale un individuo con le sue peculiarità, deve quindi avere la passione per l'uomo e la sua realizzazione. Applicare la tecnica in maniera chirurgica, anche se funziona in molti casi, non garantisce il successo: manca la passione.
Diversi sono, infatti, i coach che non curano abbastanza l'aspetto motivazionale, quello cioè che spinge ciascun individuo (il coachee) ad andare oltre i propri limiti e le proprie abitudini. Durante una sessione o un ciclo possiamo decidere insieme gli obiettivi, possiamo decidere la azioni da fare da una volta all'altra per poi verificarle… ma se dietro tutto questo non c'è una motivazione forte, il risultato non verrà ed il coachee perderà lo stimolo. Ed è proprio qui che, secondo me, il coach "ci deve mettere del suo": senza indicare strade o soluzioni deve riuscire a suscitare l'entusiasmo e la voglia di raccogliere la grande sfida di superarsi (anche se a volte su piccole cose) e raggiungere quel miglioramente che ci si aspetta dal percorso concordato.
Purtroppo a volte accade che il coachee resista al cambiamento più del previsto ed in questo caso, inevitabilmente, il percorso di coaching si interrompe. Un insuccesso per entrambi.
I casi più frequenti avvengono nel business ed executive coaching, spesso sponsorizzati dall'azienda e quindi per questo motivo in qualche modo condizionati nei percorsi e negli obiettivi. Mi spiego meglio. L'entusiamo e la forza di raggiungere gli obiettivi l'abbiamo se questi fanno parte della nostra vision, delle nostre passioni, della nostra realizzazione. Ma cosa succede se dovessimo mettere un manager di fronte alla scoperta che la sua passione NON E' fare il lavoro che sta facendo e magari non in quell'azienda? Ovviamente l'azienda non ha interesse che questo accada e quindi il coach spesso si tiene distante da percorsi un po' più ampi. Questo però potrebbe portare a non centrare l'obiettivo.
Qualche coach sosterrà che questo non è professionale, che non accade. Il coach è un professionista e come tale è sul mercato e deve conciliare professionalità con professione… insomma deve pur lavorare ed è quindi giocoforza che si trovi costretto ad accettare dei compromessi. Pochi e famosi coach si possono permettere di non accettarne. Nessun rimprovero, è la legge del mercato.
Ecco perchè considero più efficace e utile per il coachee il life coaching, un'attività che riguarda l'individuo come persona, che considerà il lavoro come uno degli aspetti della vita. Il life coaching lo guida a riesaminare completamente (o a trovare) la sua vision ed a definire in libertà la sua strada. A porsi degli obiettivi in completa libertà, senza doverne rispondere al proprio datore di lavoro o alla propria azienda, potendo anche decidere di riarmonizzare i diversi aspetti della vita (vedi La ruota della vita). Il life coaching è quello che porta all'ennesima potenza la motivazione al cambiamento, anche per quanto riguarda il lavoro. Naturalmente non necessariamente porta al cambio del lavoro, magari solo al recupero della motivazione, ma sempre all'interno di un quadro che riguarda tutti gli aspetti della vita di una persona e quindi armonico.
Avete avuto esperienze su questi aspetti? Qualcuno vuole raccontare la propria esperienza?
P.S. Ci tengo a sottolineare che non tutti i coach sono così, ci sono alcuni che sono anche bravi motivatori.
Durante un’inondazione un tizio era rimasto bloccato in cima al tetto della casa; il livello dell’acqua intorno a lui si stava alzando pericolosamente. In parecchi gli avevano offerto aiuto, ma lui si rifiutava di lasciare la sua casa e diceva “Sono un uomo buono, Dio mi aiuterà”.
Ma alla fine l’uomo annegò.
Una volta giunto in paradiso si lamentò del fatto con Dio: “Perché non mi hai salvato?”. Dio rispose: “Accidenti, ti ho mandato un tronco, due barche e un elicottero”. Poi si strinse nelle spalle ed esclamò: “Certa gente non si accontenta mai!”.
Tratto da Un minuto tutto per te di Spencer Johnson
Tracciare il percorso verso il proprio successo non può mai prescindere da una corretta analisi della realtà in cui siamo, dei rischi che affronteremo e delle difficoltà che troveremo. Quello che più volte in questo blog abbiamo definito il punto nave in relazione alla nostra rotta.
In questo post vi riporto un esempio, frutto di uno studio scientifico, di come l'illusione cognitiva, non affrontata da una corretta analisi della situazione, induce ad errori, ma soprattutto, poi, come questi errori vengano sfruttati da persone abili.
Recentemente alcuni studiosi di marketing hanno esaminato la modalità con cui i turisti percepiscono i soldi all'estero.
Abbiamo esaminato i processi psicologici coinvolti nel cambio valuta. Ai turisti che hanno partecipato alla ricerca è stata data una somma in valuta straniera da spendere nei negozi o al gioco. Quando il cambio era sfavorevole le persone tendevano a spendere meno: gli americani, per esempio, erano più attenti in Europa (un dollaro = 0,80 euro) e più spendaccioni in Giappone (un dollaro = 120 yen). Il valore percepito influiva anche sulla predisposizione al gioco d'azzardo: il numero delle giocate raddoppiava quando il valore nominale della valuta veniva strategicamente aumentato di un fattore 100, anche se il profitto potenziale restava costante. E' un tipico esempio di "illusione monetaria", spiegano i tre esperti, cioè un errore di valutazione basato sul valore stampato sulla banconota (nominale) e non su quello reale: un condizionamento che può avere importanti conseguenze macroeconomiche.
Journal of Consumer Research, 2007
Se ci pensiamo bene è accaduto a molti di noi: con l'euro ci è stato ridotto il valore nominale di un fattore 2000; ma nell'arco di poco tempo il prezzo di acquisto di molti beni è raddoppiato e di fatto, attualmente, è di un fattore 1000. Ciò vuol dire raddoppio dei prezzi.
In generale, l'individuazione dei problemi è ostacolata, come diceva Epitteto, "dall'opinione che abbiamo delle cose, più che dalle cose in sé".
Dobbiamo sempre porre molta attenzione a questo tipo di errori, soprattutto quando riguardano le nostre autovalutazioni. L'importanza dei feedback altrui e di una analisi corretta della situazione ha un valore enorme nel tracciare il punto nava… ma quello dei feedback sarà argomento di un altro post.
